ULTIMI ARTICOLI

No b Day - La distanza "viola" dal passato

Il colore di una bandiera, come di una bandana esprime sempre un senso di appartenenza. Nel movimento operaio il rosso della bandiera o dei fazzoletti al collo esprimeva la condivisione di un progetto, ma anche di una stessa condizione. Tuttavia quel colore segnava, anche, una distanza e una differenza rispetto al potere dominante. Fin qui niente di nuovo. L'«affaire» si complica quando si sceglie un altro colore per marcare una critica rispetto ai comportamenti dominanti in quello che viene ritenuto lo stesso campo. È quanto è avvenuto in Italia nel tumultuoso inverno del 1976, quando i «circoli del proletariato giovanile» scrissero, in una delle loro fanzine, la scelta del viola come colore del loro movimento. Viola, da violare. Viola come invito a rompere il confine invisibile tra le fetide periferie di Milano, Torino, Bologna e Roma, per invadere il centro delle città. Un testo, quello, che suscitò un piccolo scandalo, ma anche un effetto. La sfida ai partiti del movimento operaio era stata lanciata, e l'appartenenza a «l'altro movimento operaio» dichiarata. Testo effimero, ma le vicende dell'anno successivo - il Settantansette - tutto sono state meno che transitorie. Fu la scelta del viola che risultò, quella sì, effimera. Durò il tempo di un autunno e terminò con i violenti scontri a Milano per l'inaugurazione della stagione lirica alla Scala. Eppure quel colore è tornato più volte nelle vicende della sinistra. Alcuni gruppi di donne rivendicarono il viola per segnare simbolicamente la distanza dalla sinistra. E i femminismi hanno sempre dato un grande valore all'analisi del «simbolico». La scelta del viola per l'appuntamento del No-B Day discende forse da altri discorsi, ma segna comunque una differenza e una distanza dalle culture politiche della sinistra. La piazza del 5 Dicembre sarà per questo anche visivamente non confondibile da altre piazze del passato remoto e di quello prossimo. Una scelta che ragionevolmente provocherà spaesamento per gli uomini e donne di sinistra. E che si colloca agli antipodi, ad esempio, dall'uso del verde fatto nelle ultime manifestazioni degli studenti, colore scelto per esprimere vicinanza, empatia con i giovani che nelle strade di Teheran hanno manifestato contro gli ayatollah conservatori. Anche in questo caso è stato privilegiato un colore diverso da quelli «tradizionali». Ma sia il verde che il viola, sottolineano l'intenzione di un'appartenenza. Si mette in campo un tratto distintivo che indica il confine tra il noi e gli altri, cioè quella divisione del campo tra amici e nemici che continua ancora a costituire un passaggio obbligato per l'agire politico.
di Benedetto Vecchi da Il Manifesto.it

peppegenchi

0 Responses to "No b Day - La distanza "viola" dal passato"

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails