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Sinistra e Libertà: parla Nencini



Dalla rete:
 
“Se Robotti, Migliore e Fava vogliono farsi un partito va benissimo. Ma perché devono imporlo a noi?”. A dirlo è Riccardo Nencini, segretario del Psi, è di nuovo al centro delle polemiche in casa Sel, in un'intervista rilasciata al quotidiano Terra, in edicola.

“Era stato raggiunto un accordo con Vendola e Fava sul futuro. Quest'accordo prevedeva che all'assemblea del 19 si discutesse del programma elettorale di Sel. L'ordine del giorno dell'assemblea, -continua Nencini- che si confermasse il coordinamento nazionale, che non si parlasse di partito fino alle regionali. E infine che, dal punto di vista del metodo, le decisioni sarebbero state unanimi. L'accordo doveva garantire a tutti i fondatori di Sel di non essere prevaricati. E invece alla prima occasione, pochi giorni dopo, il coordinamento ha messo in minoranza i socialisti. Giovedì scorso il coordinamento ha cambiato l'ordine del giorno dell'assemblea e ha deciso la presentazione di liste di Sel in tutta Italia. Loro però l'hanno violato pochi giorni dopo”.

Sul caso Toscana, Nencini afferma nell'intervista a Terra, in edicola domani: “Sulla Toscana sono state dette grandi menzogne. Messe li ad arte per seminare zizzania”. E in Puglia: “semplicemente registro che Casini ha detto no a Vendola e il Pd nazionale gli chiede un passo indietro. Vi sembra poco? Lui è fondatore con me di Sel, è governatore uscente di una grande regione del sud che ha governato bene. Se uno dei fondatori di Sel è corresponsabile della caduta di Sel e incassa due no di questa portata vorrà Nichi trovare il tempo di discutere il "caso Puglia" con gli alleati? O si può parlare solo di Toscana?”.

E sulle scelte future conclude il segretario del Psi: “Dobbiamo tornare alla strada maestra e rispettare gli accordi in Sel. E se uno non ha la forza di mantenerli non li deve firmare”.

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TOSCANA. CIUCCHI: BASTA CON LE LEGGENDE METROPOLITANE (E LE MENZOGNE) SUI SOCIALISTI!
martedì 17 novembre 2009
Si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero il PSI toscano inglobato in una lista elettorale del PD.
Non sappiamo se si tratti di voci interessate a porci alla berlina o se davvero siano figlie di una reale disinformazione alla quale occorre porre rimedio.
Vediamo di fare chiarezza:
1)Alle elezioni amministrative in molte province e comuni della Toscana, a partire dal Comune di Firenze, i Verdi scelsero di allearsi con Rifondazione comunista rispetto alla presentazione omogenea di SeL
2)A luglio, nel passaggio decisivo riguardante la legge elettorale regionale, Verdi e Sd rifiutarono di convergere su una proposta incentrata sui collegi uninominali. La motivazione del rifiuto a coalizzarsi con il Pd fu, testualmente: “Stiamo dando vita a un partito che vuole competere e le elezioni regionali sono l’occasione per verificarne la forza”;
3)Il PSI toscano non ha mai inteso, fin da allora, dare vita al partito di Sinistra e Libertà e non si è lasciato trasportare nel campo arido dell’antagonismo. E’ rimasto nel campo riformista delineando un accordo elettorale con il PD e si presenterà alle elezioni con una lista unitaria di democratici e socialisti il cui simbolo sarà la sintesi dell’accordo politico che abbiamo stipulato alla luce del sole.
Che si ponga fine, dunque, alla leggenda metropolitana che vedrebbe i socialisti, come i radicali alle politiche, eletti nelle liste del PD.

Pieraldo Ciucchi – segretario regionale PSI Toscana

peppegenchi

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