Casini tende la mano al Cavaliere: sì al legittimo impedimento
Roma, 19 dicembre 2009 - Pier Ferdinando Casini parte all'attacco della Lega, ma nel contempo offre la mano a Berlusconi sulle riforme. “Abbiamo visto con preoccupazione il metodo di governo di questo anno e mezzo, imperniato sull’amplificazione delle paure - dice il leader Udc all’Assemblea nazionale delle regioni - E’ stato instillato veleno nella società, lo dico con fraternità a Berlusconi: non pensa che anche questa modalità di amplificare le tensioni sud-nord, italiano-extracomunitario, cioè il tentativo sempre e comunque di lacerare il paese e non guidarlo con la serenità necessaria non abbia finito per amplificare anche quel dissennato e vergognoso episodio che ha colpito lui stesso?”.
“L’odio genera altro odio - ha aggiunto - dal male può nascere la consapevolezza ma quando si costruisce sul male inevitabilmente si produce altro male: abbiamo sentito per troppo tempo il linguaggio delle divisioni del paese”. “Abbiamo sentito per troppo tempo - ha detto Casini - il linguaggio delle divisioni del paese: parole come ronde, medici spia, white christams, caccia all’extracomunitario, insulti a Tettamanzi, i 100mila fucili padani di Bossi: questo fa parte dell’armamentario ideologico del passato che genera odio e dà alibi a chi vuole seminare odio”.
“Il nostro - ha proseguito - è un partito che non ha mai confuso l’avversario politico col nemico. C’è troppo veleno da parte della classe dirigente che guida il paese”. Per Casini Berlusconi deve inaugurare una stagione che “non preveda la distribuzione di odio, l’accanimento contro gli avversari ma una fase contrassegnata dal rispetto reciproco. Sta a lui scegliere quale strada vorrà intraprendere: noi non siamo esperti di ammucchiate, siamo gli unici che non hanno esperienze di ammucchiate perché siamo gli unici che sono stati all’opposizione sia con Prodi che con Berlusconi. Le spallate non servono, le scorciatoie nemmeno, noi lavoriamo per una democrazia normale, vogliamo a fine legislatura chiedere a Berlusconi cosa che avrà realizzato”.
D’ALEMA HA RAGIONE: TORNARE A COMPROMESSI
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, condivide la posizione di Massimo D’Alema sulla necessità in alcuni momenti di realizzare degli “inciuci” in politica, in particolare, secondo l’ex presidente della Camera, sul tema della giustizia: “Vorremmo che la tematica del disarmo sulla giustizia non fosse affidata agli avvocati di Berlusconi perché il Parlamento non è la sede dello scontro tra magistrati e avvocati di Berlusconi ma è una sede politica, e in politica, ha ragione D’Alema, a volte bisogna tornare a qualche compromesso”.
In questo senso Casini ha rivendicato la decisione dell’Udc di contribuire alla stesura di un testo sul legittimo impedimento che salvi il premier dai processi: “La sinistra non può fare finta di essere Alice nel paese delle meraviglie: il problema giudiziario di Berlusconi non può essere derubricato a un suo problema privato. Non è facile per una forza di opposizione come noi che contrasta Berlusconi proporre una legge che finisce per essere una legge per lui: ma siamo fieri di averlo fatto, i sacrifici sono grandi investimenti per il futuro”.
Tuttavia, Casini ribadisce che l’Udc è disposta a votare il legittimo impedimento “solo se il governo spazzerà via le norme vegogna sul processo breve: saranno loro a decidere cosa fare, il nostro voto c’è perché vogliamo svelenire il clima, se vogliono parte dei voti dell’opposizione, spazzino via il processo breve”.
NON SVENDIAMO IL NORD ALLA LEGA
“La Lega è una presenza ingombrante: noi non staremo in coalizioni con la Lega, noi non svendiamo il Nord alla Lega per l’ignavia del Pdl”. Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, dal palco dell’Assemblea nazionale delle Regioni. “Non accettiamo la decapitazione di Galan e del prefetto di Venezia”, ha aggiunto.
GRANDI RIFORME O ALTRO ODIO
“La strada di questa legislatura è tracciata: o si fanno grandi riforme o restiamo in questo clima da grande galleggiamento. E questo galleggiamento porterà con sé un bagaglio di odio e rancore - continua Casini - Basta con la caccia alle streghe e ai colpevoli - ha aggiunto - ciascuno tolga le ali ai propri falchi, ce ne sono tanti in giro, non solo rappresentato dall’odio fazioso del dipietrismo, ma anche dall’odio militante di tanti squadristi giornalistici”.
DI PIETRO: CONTENTO CHE CASINI CONDIVIDA MIA ANALISI
“L’analisi del giorno dopo è quella dell’ipocrisia e del finto perbenismo - è pronto a sottolineare Antonio Di Pietro - Questo vale sia per le affermazioni fatte oggi da Casini, sia per quelle rilasciate nei giorni scorsi da Bindi. Stupisce che, quando sono io a dire che le politiche del governo Berlusconi hanno creato un clima di forte tensione sociale, i soloni della politica gridino allo scandalo, additandomi come mandante morale, invece, quando lo dicono gli altri va bene e non desta scalpore”. Secondo il leader Idv secondo “è la fiera dell’ipocrisia alla quale l’Italia dei Valori è totalmente estranea. Sono comunque contento che Casini condivida la mia analisi”









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