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Dir. Naz PRC: Dalla Puglia alla Lombardia tutti i nodi delle regionali



La riunione di ieri (20-01-2010 ndr) della direzione nazionale del Prc, convocata soprattutto per affrontare le imminenti scadenze elettorali, ha inevitabilmente toccato altri temi: «Questo è l'ultimo appuntamento che ci vede dover operare in una condizione di forte bipolarismo ha affermato il segretario Paolo Ferrero, sia introducendo che chiudendo i lavori una condizione di difficoltà in cui abbiamo tentato, come Federazione della Sinistra di dare vita con altre forze ad un polo alternativo tanto al Pd che al Pdl. Se c'è una cosa che dobbiamo segnalare è che i soggetti a cui abbiamo lanciato proposte programmatiche realmente diverse (SeL e IdV) si sono dimostrate ancora subalterne al Pd». Una parte della relazione è stata dedicata ad alcuni accenni di analisi politica Il carattere strutturale della crisi, l'aumento esponenziale della disoccupazione vedono la fine del modello di sviluppo e dei rapporti finora esistenti fra nord e sud del mondo. «L'Europa pare essere sempre più marginalizzata ha affermato Ferrero - e in Italia il modello che assume la crisi ha nei fatti di Rosarno un elemento paradigmatico. E in Italia, elemento ancora pi drammatico il governo delle destre mantiene, a differenza che nel resto d'Europa i suoi consensi, anche a causa di una debolezza totale ai limiti della concertazione, dell'opposizione parlamentare. Ogni forma di dissenso è stata finora smorzata. Per questo, basta restare nelle lotte ma bisogna avanzare una proposta politica complessiva. I comitati unitari vogliono spostare ad aprite la raccolta referendaria contro il nucleare e privatizzazione dell'acqua. La Federazione deve in tempi brevi dare vigore alla  propria battaglia contro la precarietà che si articolerà con 4 quesiti referendari, 3 riferiti ad aspetti specifici della legge 30 e uno sui processi di lavoro». Si è ribadito che questa campagna deve essere una sorta di marchio politico alle scadenze elettorali. Del resto la Federazione è stato l'unico soggetto he invece di pensare a nomi e candidati ha tentato di ragionare sui contenuti. Ferrero ha descritto le condizioni attuali, soffermandosi sui problemi di Lazio e Calabria. In alcune regioni come l'Emilia Romagna il segretario regionale Nando Mainardi lo ha esplicitato in maniera pi articolata esistono già le basi petun acc rdo di governo; in altre la situazione è ancora tToppo indefinita; in altre àricora, come il Piemonte, si prospetta un accordo tecnico di desistenza. Su questo tanto Ferrero quanto il segretario regionale Petrini, sono stati chiari. Un accordo di programma con la presidente uscente Bresso, appoggiata anche dall'Udc e fortemente condizionata, nàn è possibile. Entrando in coalizione su alcuni punti specifici, ma restkdo fliori dal governo, diviene possibile mantenere spazio prezioso nèlle istituzioni. Sono intervenuti dapprima i segretari regionali o loro rappresentanti per articolare meglio le singole situazioni Molte le problematicità, la decisione del Pd di puntare quasi dappertutto su alleanze centriste rende in gran parte delle regioni possibili al massimo e non sempre accordi di desistenza. Caso emblematico quello lombardo dove Penati ha scelto di impedire con questa anche accordi tecnici senza incontrare reali resistenze nella sua maggioranza. Il caso Lombardia diviene perci un caso nazionale in cui rendere il pi visibile possibile la scelta anticomunista e dove la Federazione, magari insieme ad altri soggetti del territorio, dovrà confrontarsi autonomamente. Il Lazio è stato al centro di molti interventi. Serve ancora un supplemento di indagine per capire se ci sono i margini per un accordo tecnico, pare di capire. Del resto il liberismo dell'esponente radicale ris ulta difficilmente compatibile con la necessità di non distruggere il corpo militante del Prc nella regione. Si attendono decisioni a stretto giro. Altre complessità sono state rilevate in Basilicata, Campania, Calabria; tortuosa la situazione delle Marche dove molto dipenderà da quanto le sirene dell'Udc e dei poteri che il centrismo rappresenta (banche e confindustria) riusciranno ad ammaliare il candidato Spacca, del Pd, con cui a dicembre si era già raggiunto un accordo programmatico. Alle primarie pugliesi la Federazione parteciperà indicando in Vendola il proprio candidato. Molti gli interventi probilematici. Nicotra: «Bisognava preparare da tempo il nostro partito a questo scenario, e non lo abbiamo fatto ora siamo presi nella morsa speculare fra autonomia e governismo»; Bellotti che ha definito la vicenda «ingloriosa» per il gruppo dirigente e che ha chiesto di fatto di non partecipare ad alcuna coalizione; Grassi che avrebbe preferito avere già in campo anche gli altri 2 quesiti referendari per fare massa critica; Mantovani, che ha invocato un esempio di rottura voluta dalla federazione ad esempio il Lazio ed un esempio di coalizione alternativa al Pd, dando anche una impronta antisitemica alla scadenza elettorale. Critiche raccolte nella conclusione da Ferrero che ragionando territorio per territorio ha voluto ribadire l'importanza, da spiegare anche al corpo del partito, di una presenza nelle istituzioni, il lavoro svolto e le condizioni a cui si è addivenuti, e la necessità di ripartire con un offensiva, soprattutto diretta a Sinistra Ecologia e Libertà, per una unità delle sinistre.

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