ULTIMI ARTICOLI

Immigrazione in Umbria: forche leghiste e cultura dell'accoglienza

Di Carmine Calvanese

L'immigrazione è da sempre uno dei fenomeni sociali più articolati e complessi.
I fatti di Rosarno, gli sbarchi di disperati, proposti una tantum a secondo della convenienza, e le cavalcate razziste dei forcaioli leghisti e non solo, pongono questo delicato tema al centro del dibattito culturale e politico degli ultimi tempi.

Le elezioni regionali si avvicinano e di qui a marzo i manifesti della Lega "L'Umbria sempre più verde" usurperanno i nostri quartieri. A questa invasione barbarica va opposta una dura resistenza culturale e sociale. L'Umbria intesa come terra di mezzo, come cuore dell'Italia mediana non può e non deve cedere a questa deriva populista e razzista, che pian piano si sta radicando nei territori e nelle "menti" del Bel Paese.

Nel mese di ottobre dello scorso anno è stata pubblicata l'edizione 2009 del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes. L'ultimo lavoro della Caritas porta l'eloquente titolo di "Conoscenza e solidarietà".

La lettura dei dati rivela che gli immigrati regolari residenti in Italia al 31 dicembre 2008 (dato Istat) sono circa 3.900.000, ma se si tiene conto di più di 400.000 persone sono in attesa di essere registrate nelle anagrafi comunali, la popolazione regolare straniera è di oltre 4.300.000 (stima Dossier Caritas/Migrantes), contro i circa 4 milioni dell'anno precedente, e supera per la prima volta la media europea con un immigrato ogni 14 abitanti (l'incidenza degli immigrati in Italia è pari al 7%, mentre nell'UE è del 6,2%)."

L'Umbria si colloca al secondo posto in Italia, dopo l'Emilia Romagna (9,7%), per incidenza di immigrati sull'intera popolazione regionale con il 9,6% (+ 2,6% rispetto al contesto nazionale). Sempre al 31 dicembre 2008, i cittadini immigrati regolari erano poco meno di 86.000 unità (il 2,2% sul totale nazionale) contro gli 82.200 dell'anno precedente. Di questi circa 67.300 vivevano nella provincia di Perugia e 18.650 in quella di Terni.

Le maggiori comunità straniere presenti in terra umbra, in perfetto trend con il dato nazionale, sono quelle della Romania, dell'Albania e del Marocco.

Dall'analisi dei dati della Caritas quello che stupisce maggiormente è il dato sulle concessioni della cittadinanza. Nel 2007 le cittadinanze rilasciate sono state 483, di cui 382 per matrimonio e 101 per residenza, su un totale di 38.466 concessioni in tutta Italia.

Alla lettura dei "freddi" numeri, fa da contrappeso il ruolo svolto dalla Regione e dagli altri Enti Locali pubblici e no profit: dai progetti di accoglienza, all'inserimento scolastico, ai progetti riguardanti le seconde generazioni di immigrati, ai corsi per la diffusione e conoscenza della lingua italiana, al sostegno all'accesso all'alloggio, alla mediazione culturale, alle politiche per l'inserimento lavorativo, etc.

Queste lodevoli iniziative, nel corso degli anni hanno dapprima creato e poi rafforzato sempre di più sul territorio le politiche "attive" per l'integrazione e la coesione sociale.
Conseguenza naturale ne è stata che l'Umbria è man mano diventata sempre più regione multietnica e multiculturale.

La strada verso l'integrazione culturale ed etnica di certo è ancora lunga, infatti, spesso al fenomeno dell'immigrazione è associato a quello dell'aumento della delinquenza e della criminalità. Ne è testimone l'uscita di Berlusconi in Calabria con la formulazione della "razzista equazione": "meno immigrati meno delinquenza".

Per quanto riguarda l'Italia, tuttavia, alcune autorevoli ricerche hanno evidenziato che non vi è alcuna correlazione causale fra l'immigrazione e la criminalità. I due fenomeni sono entrambi attratti dalla ricchezza, e quindi possono intensificarsi contemporaneamente nelle zone ricche, senza però che l'una causi o favorisca l'altra.

L'esperienza di Rosarno, la mattanza di Castel Volturno e le tante intolleranze quotidiane non devono e non possono lasciarci indifferenti, dato che nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita "superiore" o "inferiore" a un'altra: Ma questo in fondo non era il pensiero hitleriano? Altro che "verde Lega", nei prossimi mesi bisognerà mettere in piedi un imponente impegno collettivo affinché ogni angolo della nostra regione sia colorato di un bel "verde speranza".

Carmine Calvanese



Powered by Wufoo.

peppegenchi

0 Responses to "Immigrazione in Umbria: forche leghiste e cultura dell'accoglienza"

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails