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LABORATORIO ZETA DI PALERMO SOTTO SGOMBERO. CENTINAIA DI DIMOSTRANTI FRONTEGGIANO REPARTI DI CELERE E CC. COMMENTO di PAOLO FERRERO .



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.
Da: renato franzitta
Inviato: mer 20/01/2010 1.47
Oggetto: sgombero dello zlab
Palermo, 19/20 gennaio 2010
LABORATORIO ZETA DI PALERMO SOTTO SGOMBERO CENTINAIA DI DIMOSTRANTI FRONTEGGIANO REPARTI di Polizia e Carabinieri
Martedì 19 gennaio con un ingente spiegamento di carabinieri e polizia le forze della repressione di Stato hanno
sgomberato il LaboratorioZETA di Palermo.
Dalle prime ore del mattino si è formato un presidio resistente con la chiara intenzione a non abbandonare il centro sociale che da nove anni è il centro di aggregazione e di produzione politica e sociale di questa città.
Dal Laboratorio ZETA sono partite moltissime mobilitazioni, dalla cacciata del presidente mafioso della Regione Siciliana Totò Cuffaro a quelle di solidarietà per la Palestina, alle iniziative per i senzacasa, solo per citare le più recenti. Ma non solo mobilitazioni, anche teatro, doposcuola, accoglienza, contro-informazione.
Il Laboratorio dal 2003 è anche una struttura di accoglienza abitativa per sudanesi con asilo politico e umanitario.
Il Laboratorio ZETA è una esperienza importantissima per Palermo, avendo rappresentato una casa per i dissidenti, i migranti, gli asilanti, gli antagonisti.
In questi 9 anni il Laboratorio ZETA ha avuto un ruolo cruciale nella città di Palermo.
Lo sgombero violento del Laboratorio Zeta è iniziato stamattina . Numerosi poliziotti e carabinieri corredati di scudi,
manganelli, caschi ed armi, hanno buttato fuori dal centro gli occupanti e trentuno asilanti sudanesi che da anni trovano accoglienza nel centro sociale.
In modo violento il Laboratorio è stato invaso e sono state murate porte e finestre.
Più di duecento palermitani (tra cui diversi precari della scuola e i senzacasa occupanti di via Guzzetta) si sono radunati in via Boito per difendere ZetaLab, fin dalla mattina, e tre di loro sono saliti sul tetto dell’edificio.
Alle 18,30, le forze della repressione di stato, senza nessun motivo palese, hanno più volte caricato violentemente i manifestanti respingendoli con la forza fino a via Leonardo da Vinci.
Nel corso della carica i questurini hanno picchiato duramente, senza alcun motivo se non quello di sfogare la loro aggressività, ferendo alcuni attivisti: il più grave, un professore universitario attivo nel movimento non-violento, colpevole come tutti gli altri di trovarsi lì a dare solidarietà agli sgomberati, è stato colpito in faccia ed è stato
ricoverato con altri due manifestanti all’ospedale di Villa Sofia.
Tre manifestanti sono stati fermati e successivamente il fermo è stato trasformato in arresto. Il processo per direttissima è previsto per questa mattina.
Il presidio sta continuando per tutta la notte: i sudanesi hanno impiantato una tendopoli davanti al portone dello Zlab e
altre tende sono state montate dai compagni dello Zeta con l’intenzione di non andarsene e di continuare il presidio..
La mobilitazione continua, appuntamento oggi mercoledì 20 alle 16,00 in via Boito
x i cobas
renato franzitta
LABORATORIO ZETA DI PALERMO SOTTO SGOMBERO. CENTINAIA DI DIMOSTRANTI FRONTEGGIANO REPARTI DI CELERE E CC
Palermo, 19 gennaio 2010
Un ingente spiegamento di carabinieri e celere sta eseguendo lo sgombero del Laboratorio Sociale Occupato ZETA di Palermo. Dalle prime ore del mattino si è formato un presidio resistente di compagni e solidali intenzionati a non abbandonare il centro sociale. La mobilitazione sta crescendo e attualmente (ore 12.00) almeno 200 persone hanno raggiunto il presidio in via Arrigo Boito, 7. Dentro il centro sociale i carabinieri impediscono ai migranti (per lo più sudanesi), che fin dal 2003 abitano nella struttura, di uscire mentre ai giornalisti è impedito di entrare e filmare le azioni di sgombero. I compagni hanno già resistito ad una carica della celere che voleva creare un varco per far passare i mezzi per murare gli ingressi del centro sociale. La situazione è dunque molto tesa e si temono ulteriori prove di forza da parte della questura. Il Laboratorio ZETA è una esperienza importantissima per Palermo, avendo rappresentato una casa per tutti i dissidenti, sovversivi, clandestini, antagonisti che ne abbiano avuto esigenza. Dal Laboratorio ZETA sono partite moltissime mobilitazioni, dalla cacciata del presidente mafioso della Regione Siciliana Totò Cuffaro a quelle di solidarietà per la Palestina, solo per citare le più recenti. Ma non solo mobilitazioni, anche teatro, doposcuola, accoglienza, contro-informazione. In questi 9 anni il Laboratorio ZETA ha avuto un ruolo cruciale nella città di Palermo. Per questo resistiamo e non ci arrendiamo!
Compagne e compagni solidali con lo zeta
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precedenti comunicati dello zeta utili per un quadro completo della situazione
Oggi, mercoledì 22 aprile, è stata comunicata al Laboratorio Zeta una ingiunzione di sgombero.
Lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) proprietario dell’immobile, nel 2002, mentre era in corso una vertenza da parte del Laboratorio Zeta (poi interrotta dallo stesso Istituto), emana un bando per l’assegnazione dei locali. Il bando viene vinto da tale Associazione Aspasia che, venendo a conoscenza dello stato di occupazione di via Boito 7, denuncia alla magistratura lo IACP. Pochi giorni fa è arrivato un provvedimento di condanna dello IACP, e l’ ingiunzione di sgombero. Le operazioni si sono conclusa con la presa d’atto dell’impossibilità a procedere. Lo IACP si è impegnato a convocare un tavolo con tutte le parti coinvolte. Lo sgombero è stato rinviato al 22 giugno.
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APRI il LINK: ZETALAB

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