Scuola: Bergonzi: Regolamento e apprendistato duplice capolavoro reazionario
Nello spazio di 24 ore la destra di governo ha realizzato il suo duplice, peggiore capolavoro reazionario: ha approvato “regolamenti” di controriforma della scuola secondaria superiore grazie ai quali milioni di ragazzi saranno esclusi dalla scuola, ha approvato un emendamento al ddl sul lavoro collegato alla Finanziaria, secondo cui si può assolvere all’obbligo di istruzione lavorando nell’apprendistato, anticipando l’età lavorativa dagli attuali 16 ai 15 anni di età!
E’ la stessa destra di governo che ieri ha tagliato 8 miliardi, 150.000 insegnati, 5000 classi, le risorse minime per funzionare alla scuola italiana. Il “credo” della destra si conferma nella sua tragica nitidezza: nell’epoca dell’economia della conoscenza la scuola non serve; l’attuale 25% di diciottenni del nostro Paese senza un diploma non basta; bisogna creare intere nuove generazioni di ignoranti!”. E’ quanto afferma Piergiorgio Bergonzi, responsabile Scuola del PdCI – Federazione della sinistra.
E’ la stessa destra di governo che ieri ha tagliato 8 miliardi, 150.000 insegnati, 5000 classi, le risorse minime per funzionare alla scuola italiana. Il “credo” della destra si conferma nella sua tragica nitidezza: nell’epoca dell’economia della conoscenza la scuola non serve; l’attuale 25% di diciottenni del nostro Paese senza un diploma non basta; bisogna creare intere nuove generazioni di ignoranti!”. E’ quanto afferma Piergiorgio Bergonzi, responsabile Scuola del PdCI – Federazione della sinistra.
“Chi non studia non lavora! E la destra - continua Bergonzi - con le sue scelte priva le giovani generazioni del futuro, negando loro l’istruzione oggi, le capacità e le competenze per accedere ad un lavoro qualificato e ai diritti di cittadinanza domani. Vogliono portare indietro la storia di cento anni, quando l’istruzione non era un diritto ma un privilegio di minoranze ricche, acculturate, già privilegiate. Vogliono sovvertire la Costituzione italiana che nel diritto e nell’obbligo di istruzione individua la fondamentale garanzia democratica, di mobilità, di emancipazione, di giustizia sociale. Nessuno può fingere di non vedere o sottovalutare la portata di una svolta reazionaria che non ha precedenti nella storia d’Italia”.
“Tutte le forze democratiche – precisa Bergonzi - devono mettere immediatamente in campo ogni loro capacità culturale, di mobilitazione sociale, di lotta politica per impedire che si realizzi questo scempio della società e della democrazia costituzionale. Per chiedere più e migliore istruzione per tutti, per elevare, non per abbassare l’obbligo scolastico! Attribuendo alle famiglie forti sostegni economici perché possano mandare i loro figli a scuola almeno fino a 18 anni. Stanziando grandi risorse per attuare atti riformatori che consentano alla nostra scuola di accogliere tutti i nostri giovani almeno fino a 18 anni, di fornire loro istruzione, sapere critico, conoscenze, competenze, abilità che formino il cittadino attivo e protagonista, il lavoratore di questa nostra società. Su questo si basa il futuro delle giovani generazioni e di tutto il Paese! Le sole risorse stanziate per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina – conclude Bergonzi - sarebbero più che sufficienti per realizzare tutto ciò! Ad esse se ne potrebbero aggiungere altre: quelle ricavate da un’equa tassazione delle grandi ricchezze e rendite finanziarie, dall’oceano dell’evasione fiscale, dai risparmi sui costosissimi aerei militari ritenuti non più indispensabili a pochi mesi di distanza







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