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Documento approvato all' unanimità dall' Assemblea delle Brigate della Toscana il 15.11.2009



Di Jan Vecoli -

- Brigata di Solidarietà Attiva Toscana -


“La gentilezza a parole crea confidenza,
La gentilezza nei pensieri crea profondità,
La gentilezza nel dare crea amore.”
Mao Tse -Tung



Noi siamo la Brigata e ci portiamo dentro un bagaglio di esperienza e sensazioni importante, con tutto quello che l’agire pratico ci ha fatto provare a livello di emozioni nella solidarietà in chi, come noi, ha deciso di intraprendere questo viaggio in Abruzzo iniziato grazie alla disponibilità di Rifondazione Comunista e della grande mobilitazione di tutte le Federazioni del Partito d’Italia, già dal 7 Aprile. Perché tutto parte da lì, e da lì abbiamo cominciato a fare un’analisi sulla possibilità di essere ancora uniti e condividere non solo un’esperienza contingente ma anche e soprattutto non sprecare le forme di aiuto che abbiamo messo in atto condividendo un ideale di vero mutualismo, con un “fare”che permetta di ricominciare a far politica dal basso e di sostenere le lotte.In basso a sinistra.
Si tratta in pratica di non disperdere quell’immenso patrimonio umano ed organizzativo messo in piedi per la gestione delle attività abruzzesi ed andare verso la creazione di una rete che permetta di condividere, conoscere e far crescere le realtà territoriali di mutua assistenza (e non solo) che nasceranno sui territori.
Si tratta di far sì che le giornate di oggi e di domani, con assemblee che si svolgono in tutta Italia, siano un punto di partenza.
E’ su questa onda che abbiamo ragionato e riflettuto su quello che possiamo fare e quali possano essere i nostri obiettivi, e le domande che ci siamo posti in primis sono chiare e semplici:

CHI? COME? DOVE e PERCHE’?

CHI

La Brigata di Solidarietà Attiva Toscana, le persone che hanno contribuito in maniera diretta ed indiretta all’esperienza vissuta in Abruzzo, coloro che intendono sostenere tale linea di pensiero e abbiano voglia di crescere e condividere idee ed esperienze con noi. Il principale modo per andare in una direzione comune è non disperderci, restare in contatto e per questo avere una coordinazione, aperta e democratica al fine di uniformare le azioni e le questioni che porremmo in essere.

COME

Sviluppare il nostro pensiero di come poter andare nella direzione di un cambiamento della società in cui viviamo è l’obiettivo fondamentale che ci poniamo.
Crediamo che, oltre agli aiuti e alla solidarietà che facciamo e creiamo, sia indispensabile lavorare ed agire bene sui nostri territori, e per farlo è necessario costituirsi in un collettivo organizzato che basi le proprie fondamenta nel concetto del mutuo aiuto.
Non intendiamo fare un partito, abbiamo intenzione di scardinare i meccanismi che condizionano il mercato e il pubblico servizio, in un’ottica scevra dal concetto del profitto.
Questo vuol essere un chiaro messaggio di estrema autonomia organizzativa e statuaria che ci permetterà di mantenere una libertà politico - culturale ed organizzativa che vada al di sopra di ogni tipo di personalismo.
La finalità ultima è quella di riunire tutte le piccole e grandi realtà presenti sul territorio regionale e di indirizzarci unitamente con strategie comuni per affrontare problemi reali (ad esempio: i GAP, e la loro utilità contro i prezzi non calmierati. Sarà giusto incentivare, aiutare e sostenere coloro che intendono istituire un GAP).
Ciò che possiamo fare sta nel promuovere, condividere, integrare, sostenere e quindi aumentare i punti sociali direttamente operativi con la popolazione abitante attraverso la creazione di:

· scuole popolari,
· palestre popolari,
· Gap,
· librerie,
· circoli ricreativi,
· web radio e tv,
· bocciofile,
· reclutamento professionisti (medici, avvocati,..),
· sostegno concreto al conflitto sociale (cominciano ad essere numerose le esperienze di appoggio logistico alle occupazioni delle fabbriche, con la creazione di cucine e dormitori autogestiti dagli stessi operai ma sostenuti dalle strutture e da* compagn*)
· tutto quello che sia utile per creare autorganizzazione popolare.

Questo non escluderà la possibilità di fare azioni di protezione civile (così come in Abruzzo), organizzare cene sociali, creare luoghi e spazi importanti e sempre più presenti.


DOVE

Ovunque ci siano le condizioni per creare un’esperienza politica di mutua assistenza e di cambiamento dello stato di cose esistente.
Riguardo alla sede regionale, la brigata 2 Maggio 1920 – Viareggio dispone di locali utilizzabili a tale scopo.

PERCHE’

Fino a quando le strategie dei partiti ruoteranno sempre e solo intorno al voto senza poi agire in modo tale da cambiare lo stato di cose, crediamo che sia abbastanza difficile dare un segnale di diversità e una minima speranza.
Questo vuol essere un modo per fare politica magari da aggiustare, migliorare o accrescere, ma pur sempre una voglia di ricominciare, non solo attorno a un tavolo, ma sulla e per la “strada”.
Ovviamente l’obiettivo deve essere quello di ampliare la creazione di nuove esperienze sui territori, facendo politica nel senso più nobile del termine e creando i presupposti affinché mettendo a disposizione un modello, si arrivi alla creazione di realtà auto organizzate che operino nei territori, nei luoghi di lavoro, e anche , perché no, nei luoghi di svago e di aggregazione.
La messa in rete delle esperienze che vengono fatte sui territori è l’unico modo di monitorare l’azione, confrontare le attività e valutarne i risultati.

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