Lavoratori, delegati e sindacalisti per una Federazione della Sinistra fondata sul lavoro
da lavorosolidarietà.it | La crisi economica internazionale in atto conclude il ciclo iniziato dopo la guerra.
Senza radicali modifiche del modello di sviluppo è dubbia l’ulteriore capacita di sviluppo del sistema.
Sono ormai evidenti i limiti della globalizzazione liberista che non è servita a mettere al riparo l’economia capitalistica, basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla distruzione delle forze produttive, a cominciare dalla natura, e sul profitto, dai problemi strutturali che l’attanagliano.
Le condizioni dei lavoratori, il cui numero si è largamente esteso nel mondo con il processo di globalizzazione sono generalmente e gravemente peggiorate.
I lavoratori italiani hanno pagato e stanno pagando duramente i prezzi di questo processo con la precarietà del lavoro, la riduzione costante del reddito reale, la sottrazione crescente dei benefici dello stato sociale, la perdita di dignità e di diritti nel lavoro. La discriminazione di genere , che nel mondo assume spesso carattere di negazione dei diritti elementari della persona, conosce in Italia una nuova fase , ad iniziativa della Chiesa e del Centro Destra ed in questa situazione di crisi economica i rischi di regressione sono ampiamente presenti. La lotta per nuove divisioni del lavoro nella vita dell’individuo, nella famiglia e nel mondo della produzione è parte della lotta per il socialismo.
Senza una ripresa della lotta di classe, che è prima di tutto lotta Generale e lotta politica, c’è quel ripiegamento nell’individualismo e nell’egoismo di chi non vede più un futuro e fa di tutto perché siano altri a pagare i prezzi che lui vuole evitare di pagare.
Va ripreso il programma, rapidamente abbandonato dalla sinistra italiana, del “cosa” produrre, “dove produrre” e “come produrre”.
In questi anni d’infatuazione neoliberista l’idea di una trasformazione sociale basata sull’uguaglianza e sulla libertà è stata prima derubricata e poi accantonata anche da tanta parte della sinistra e quella che ha
continuato a riaffermarla ha dimenticato la leva sociale del cambiamento: il movimento dei lavoratori organizzati.
In Italia, questo processo, che non era scontato, ha portato al dissolvimento dei grandi partiti della sinistra e ad una lenta disgregazione, tanto che oggi – complice una legge elettorale maggioritaria e bipolare – non c’è più nessuna forza di sinistra in Parlamento, ma soprattutto è venuto meno il tessuto militante d’uomini e donne che si battono organizzati in partito nei luoghi di lavoro, di studio, nella società tutta.
L’assenza di questo tessuto dei partiti della sinistra ha contribuito all’involuzione culturale verso destra di parti importanti dei lavoratori e al diffondersi ,tra di loro, di culture ostili agli immigrati.
Il passaggio della rappresentanza politica dai partiti alle personalità attraverso le nuove forme di elezione dei sindaci, dei governatori delle regioni, l’abolizione della preferenza, le primarie dei cittadini per l’investitura diretta del leader, hanno estromesso i lavoratori dalle sedi del potere politico.
La nostra opinione è che la sinistra ha bisogno di ricostruire un proprio radicamento sociale a partire dal lavoro, dalla sua centralità, dal riconoscimento del suo valore politico, sociale e d economico, dalla difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati e delle pensionate; dignità e centralità del lavoro, manuale e
intellettuale, come sistema di valori anche per le nuove generazioni.
Senza la costruzione di un soggetto organizzato portatore di una autonomia politica e di classe il declino dell’azione collettiva e la crisi della rappresentanza sono inarrestabili.
La Federazione delle forze di sinistra deve porsi l’obiettivo della costruzione di un nuovo partito fondato sui lavoratori. Un partito che abbia per suo compito fondamentale, di far acquistare alla classe lavoratrice una completa indipendenza politica.
La sinistra deve farsi riconoscere per un proprio sistema di valori, che abbiano a fondamento il lavoro e che siano centrati su pace, uguaglianza e libertà, e deve ritornare a proporre un’alternativa politica e sociale di sistema al capitalismo.
Una sinistra capace di parlare a tutta la società, soprattutto alle nuove generazioni deve tornare ad essere una sinistra che mette nuovamente in relazione le migliaia e migliaia di militanti che oggi operano nel sindacato, nelle associazioni, nelle forze politiche della sinistra per farne un soggetto della reale trasformazione dell’esistente.
Come attivisti, delegati e dirigenti sindacali diciamo che il luogo della nostra militanza e della nostra azione nella società sono prima di tutto i luoghi di lavoro e che nei luoghi di lavoro dobbiamo sperimentare e sedimentare l’unità necessaria per ricostruire una presenza della sinistra nel nostro Paese.
Abbiamo deciso di impegnarci a costruire una Federazione e chiediamo alle forze della sinistra comunque collocate nei diversi recenti cartelli elettorali, a tutte le compagne e ai compagni che, a prescindere dalla partecipazione alle diverse associazioni o dal partito nel quale militano, si richiamano alla storia del movimento operaio, di unirsi e di impegnarsi a far sì che la Federazione sia il luogo, aperto e inclusivo, che unisce le forze, i collettivi e le persone, superando settarismi e incomprensioni e per farla vivere come “cantiere d’unità” a partire dai luoghi di lavoro.
http://lavorosolidarieta.it/index.htm
Inviare le adesioni al: Fax 06 8476626 oppure e-mail:associazione23marzo@gmail.com






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