La cena dei Pidiellini, e Gasparri tuona contro Ferrero
ARCORE (MONZA) - In una serata dal freddo polare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, convalescente dopo l'aggressione di domenica scorsa al termine di un comizio in piazza Duomo a Milano, sta ricevendo nella sua residenza di Arcore i ministro Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Giulio Tremonti.
La cena avrà pure lo scopo dello scambio di auguri natalizi, ma che ha di sicuro come piatto forte i temi politici delle regionali e del 'patto democratico' benedetto dal premier e proposto dal Pdl per una nuova 'stagione costituente'. Discuterne starà a cuore non solo a Berlusconi, che avrebbe tutto l'interesse ad intestarsi il merito di riforme non unilaterali nell'interesse del Paese, ma anche al ministro Bossi, che potrebbe così blindare costituzionalmente il federalismo. In tal senso, la Lega cavalca di buon grado la fase 'buonista' del premier, ed il ministro della Semplificazione Calderoli rilancia non a caso oggi l'idea di una costituente per le riforme allargata agli enti locali. Un' Araba Fenice pronta a rinascere sulle ceneri delle fallite bicamerali Bozzi, De Mita-Iotti e D'Alema. Prima della 'remise en forme' nel Ticino - dove si dice il premier abbia in mente di riprendersi fisicamente e psicologicamente dopo l'aggressione di una settimana fa a Milano - Berlusconi nei prossimi giorni vedrà di nuovo Gianfranco Fini. Ma in attesa di un chiarimento politico (e non più solo umano) con il co-fondatore del Pdl , certo stasera discuterà con lo stato maggiore leghista delle riforme per l'ammodernamento del paese: del Parlamento e del Senato delle Regioni, della forma di governo e della giustizia. E' proprio questo il nodo che dovrà venire al pettine. Il Pd ha già detto con chiarezza che dal perimetro delle riforme (inclusa quella della giustizia) devono restare escluse le leggi ad personam. Ma Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl al Senato, nel rilanciare la bozza Violante come base di partenza, mette in chiaro: "Ovviamente, l'opposizione non può porre come precondizione l'abbandono dell'iter delle leggi sulla giustizia, che servono al Paese e a sottrarre il Presidente Berlusconi alla persecuzione giudiziaria di cui è vittima". "Basta parlare di inciuci, basta demonizzare", rincara il Pdl Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, dopo le significative aperture di Massimo D'Alema e Pier Ferdinando Casini Intanto Calderoli questa sera ad Arcore sosterrà con il premier l'idea di una convenzione costituente, una sorta di Bicamerale composta da una sessantina di persone, incaricata di sottoporre alle Camere un testo condiviso di riforma costituzionale. Ma il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri già lo stoppa: "Una Costituente per le riforme? Non lo escludiamo a priori, ma proviamo prima a farle in Parlamento, che ne ha il potere e gli strumenti". Ed è sempre Gasparri a chiedere al Capo dello Stato Giorgio Napolitano di intervenire contro il segretario del Prc, Paolo Ferrero, per il quale "l'idea di fare le riforme costituzionali con Berlusconi è come quella di dare un asilo nido in gestione al cosiddetto mostro di Marcinelle: lui è interessato soltanto alla propria impunità. Perciò è inverosimile qualunque sincera ipotesi di riforma
La cena avrà pure lo scopo dello scambio di auguri natalizi, ma che ha di sicuro come piatto forte i temi politici delle regionali e del 'patto democratico' benedetto dal premier e proposto dal Pdl per una nuova 'stagione costituente'. Discuterne starà a cuore non solo a Berlusconi, che avrebbe tutto l'interesse ad intestarsi il merito di riforme non unilaterali nell'interesse del Paese, ma anche al ministro Bossi, che potrebbe così blindare costituzionalmente il federalismo. In tal senso, la Lega cavalca di buon grado la fase 'buonista' del premier, ed il ministro della Semplificazione Calderoli rilancia non a caso oggi l'idea di una costituente per le riforme allargata agli enti locali. Un' Araba Fenice pronta a rinascere sulle ceneri delle fallite bicamerali Bozzi, De Mita-Iotti e D'Alema. Prima della 'remise en forme' nel Ticino - dove si dice il premier abbia in mente di riprendersi fisicamente e psicologicamente dopo l'aggressione di una settimana fa a Milano - Berlusconi nei prossimi giorni vedrà di nuovo Gianfranco Fini. Ma in attesa di un chiarimento politico (e non più solo umano) con il co-fondatore del Pdl , certo stasera discuterà con lo stato maggiore leghista delle riforme per l'ammodernamento del paese: del Parlamento e del Senato delle Regioni, della forma di governo e della giustizia. E' proprio questo il nodo che dovrà venire al pettine. Il Pd ha già detto con chiarezza che dal perimetro delle riforme (inclusa quella della giustizia) devono restare escluse le leggi ad personam. Ma Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl al Senato, nel rilanciare la bozza Violante come base di partenza, mette in chiaro: "Ovviamente, l'opposizione non può porre come precondizione l'abbandono dell'iter delle leggi sulla giustizia, che servono al Paese e a sottrarre il Presidente Berlusconi alla persecuzione giudiziaria di cui è vittima". "Basta parlare di inciuci, basta demonizzare", rincara il Pdl Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, dopo le significative aperture di Massimo D'Alema e Pier Ferdinando Casini Intanto Calderoli questa sera ad Arcore sosterrà con il premier l'idea di una convenzione costituente, una sorta di Bicamerale composta da una sessantina di persone, incaricata di sottoporre alle Camere un testo condiviso di riforma costituzionale. Ma il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri già lo stoppa: "Una Costituente per le riforme? Non lo escludiamo a priori, ma proviamo prima a farle in Parlamento, che ne ha il potere e gli strumenti". Ed è sempre Gasparri a chiedere al Capo dello Stato Giorgio Napolitano di intervenire contro il segretario del Prc, Paolo Ferrero, per il quale "l'idea di fare le riforme costituzionali con Berlusconi è come quella di dare un asilo nido in gestione al cosiddetto mostro di Marcinelle: lui è interessato soltanto alla propria impunità. Perciò è inverosimile qualunque sincera ipotesi di riforma







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