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Regionali: Zaia candidato e nasce fronte comune pro Galan


 

Da Corrieredelveneto

Il consiglio nazionale di partito ha approvato all'unanimità la candidatura del ministro trevigiano
E' lui l'alfiere di Bossi per il Veneto


PADOVA - Non può essere considerata una sorpresa, poiché il ministro trevigiano per le Politiche agricole era dato da tutti come cavallo vincente, e di gran lunga, nella corsa interna al Carroccio per portare un uomo di Alberto Da Giussano sulla prima poltrona di palazzo Balbi. Comunque, dato che in politica come nella vita è meglio aggrapparsi al «non si sa mai», l'ufficiliatà della candidatura di Luca Zaia alle elezioni regionali del 28 marzo prossimo ha il suo peso. Il ministro è stato indicato dal consiglio nazionale della Lega Nord-Liga Veneta radunato a Padova proprio per apporre il sigillo del partito sul candidato presidente. la riunione dei vertici del Carroccio sembrava in forse, a causa del maltempo. Invece i convocati hanno raggiunto, pur con qualche difficoltà la città del Santo. L’indicazione di Luca Zaia è stata approvata all’unanimità.
Zaia «Ho appreso che il Consiglio Nazionale della Lega Nord-Liga Veneta mi ha candidato alla presidenza della Regione in occasione delle prossime elezioni di marzo. Ringrazio per la fiducia che mi viene nuovamente accordata il segretario federale della Lega Umberto Bossi, il segretario del Veneto Giampaolo Gobbo, il consiglio nazionale della Lega Nord-Liga Veneta e tutti i militanti». Così il ministro delle Politiche agricole, che ha proseguito: «Sono particolarmente lieto che a comunicarmi la notizia sia stato l’amico fraterno Flavio Tosi a conferma di un solido legame intessuto in anni di amicizia e stima reciproca. Sono profondamente emozionato per questa candidatura che mi infonde un grande senso di responsabilità, consapevole come sono del significato storico che ha per i leghisti in particolare e della prospettiva che assume per tutti i cittadini del Veneto».
Il commento di Flavio Tosi a giochi fatti: «La Lega ha dimostrato anche in questa occasione di essere una forza politica unita che sa prendere le proprie decisioni in maniera unitaria, senza frammentazioni che si vedono in questi giorni in altri settori politici». Il sindaco di Verona, da più parti indicato come una possibile alternativa a Zaia nella corsa alla regione prima della scelta finale, ha quindi ribadito la validità della proposta unitaria attorno al nome del ministro trevigiano, indicato nel corso dei lavori del consiglio odierno dallo stesso Tosi, in qualità di presidente dell’organismo. E riguardo al suo futuro? «Io - ha detto - resto a fare il lavoro che mi piace di più e che è quello di sindaco della mia città».
Le riserve di Cacciari «Credo che sarà molto difficile per loro trovare un modus vivendi dopo un allontanamento così secco di Galan». È il primo commento del sindaco di Venezia Massimo Cacciari alla candidatura di Zaia. «Voglio sperare che i comportamenti istituzionali di Zaia non saranno dettati da pregiudizi partitici - ha aggiunto - voglio augurarmelo per quello che sarà il mio successore e per qualunque Comune del Veneto». Per Cacciari «Galan certamente aveva avuto con Venezia, dal punto di vista amministrativo, un comportamento corretto, come ho sempre riconosciuto, e ciò ha portato a grossi risultati». «Mi auguro che la Regione continui a comportarsi così - ha proseguito il sindaco di Venezia - ma il comportamento della Lega in qualche ultima vicenda non lascia molto sperare». «Non mi riferisco solo alla vicenda della rimozione del prefetto di Venezia, che è di responsabilità del governo tutto e del presidente del Consiglio, come è stato denunciato da tutti in modo bipartisan, mi riferisco - ha concluso Cacciari - a vicende più locali, come è anche il campo Sinti, e alle dichiarazioni della presidente della provincia Zaccariotto, alle quali non ho risposto per carità di patria. Mi auguro che Zaia si comporti diversamente».

Ma il coordinamento regionale veneto del Pdl non ci sta e ha espresso il proprio disappunto in una nota inviata al Presidente Silvio Berlusconi. Nella nota si rivendica la “dignità del Pdl Veneto e la centralità per la tenuta del Pdl in Veneto nella persona del Presidente Giancarlo Galan rispettando l’autonomia del Coordinamento Regionale nelle scelte e nelle trattative per gli assetti futuri del Veneto”.

Il rischio grosso nel Veneto è che il Pdl regionale remi contro la candidatura di Luca Zaia per dar vita a una lista civica con Galan presidente. Un’ipotesi che trova pieno sostegno nell’Udc di Casini e anche nell’Alleanza per l’Italia di Rutelli. Interessata a quest’ultima ipotesi anche il Partito democratico. L’obiettivo è quello di creare nel Veneto un fronte moderato per sconfiggere la Lega Nord.

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