Masella (PRC) Dalla Caporetto di D'alema un insegnamento anche per noi
Con la Caporetto di D'Alema in Puglia (ed anche con la figura che ha fatto Chiamparino di fronte ai 40 mila gatti della manifestazione No-Tav in Val di Susa) viene sconfitto non solo il Pd ma anche una modalità di fare politica a sinistra (e non solo quella moderata) tutta a tavolino, politicista e ideologica, pseudo giacobina e pseudo leninista, con complotti di pochi generali (o che si ritengono tali), che prescindono (anzi che sono lontani anni luce) dalla oggettività della situazione, dai fermenti sociali e dai sentimenti popolari, dai movimenti di lotta. Viene sconfitto il politicismo, il soggettivismo, l'autonomia del politico, l'assenza di contenuti della politica, la priorità ai giochi di palazzo, la lontananza dal popolo, dalle sue condizioni, dalle sue sofferenze, dai suoi sentimenti. Bersani che appena eletto dice "per la Costituzione italiana vengono prima i partiti del popolo" per contestare il populismo di Berlusconi e di Di Pietro e forse di Veltroni e Franceschini, non solo dice una cosa non vera, ma ci dà il segno e persino la giustificazione politica e teorica della lontananza del Pd dal popolo. Ma di quali partiti parla Bersani ? Di quei partiti che da anni pensano solo ad aggiustare il palazzo e i palazzi del potere, che parlano un linguaggio persino incomprensibile alla gente ? Serve una riforma radicale della politica, del fare politica, per ricostruire una immagine nobile e positiva della politica, soprattutto per le giovani generazioni. Traiamo anche noi comunisti da questa vicenda un insegnamento. Quello che abbiamo definito "il partito sociale" è la strada giusta per ricostruire un rapporto di fiducia fra società e politica, in particolare fra i nostri soggetti sociali di riferimento, vecchi e nuovi, e la nostra politica, il nostro partito, la sinistra. Fare politica per noi comunisti significa mettere le nostre strutture, le nostre sedi, le nostre risorse economiche, i nostri militanti al servizio dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, degli immigrati, dei soggetti sociali sfruttati e oppressi dal capitalismo, trasformare i nostri circoli, le nostre sezioni, le nostre federazioni in case dei diritti sociali, in luoghi di aggregazione e di organizzazione di lotte, in strumenti di utilità sociale. Significa, per fare un esempio, andare ad un picchetto davanti ad una fabbrica in crisi e in lotta la mattina alle 6 assieme ai lavoratori che tutte le mattine entrano a quell'ora. Solo così potremo riavvicinare alla lotta politica la gente normale che da anni guarda la politica con lontananza quando non con disgusto.
Leonardo Masella
Direzione Nazionale del Prc







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